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Mi chiamo Renato

Genoma Films torna in co-produzione con la Paolo Muran Doc, per un progetto che si realizza grazie al sostegno della Regione Emilia Romagna, la Repubblica, Bologna F.C. 1909, Comune di Bologna e Fondazione Cineteca Bologna: un docufilm che narra la storia dello Stadio Dall’Ara, come non vi è mai stata raccontata.

Gli autori de ”Il cielo capovolto” (Cineteca di Bologna, 2014), Emilio Marrese, Paolo Muran e Cristiano Governa, dopo aver ricordato in modo romantico e originale l‛ultimo scudetto del Bologna, celebrano con lo stesso stile i 90 anni che lo stadio Renato Dall‛Ara (già Littoriale e Comunale) compirà il 31 ottobre 2016, raccontandone la gloriosa e talvolta tormentata vita attraverso i personaggi e i momenti che l‛hanno caratterizzata, guidati dalla stessa regia di Paolo Muran.

Da Mussolini a Baggio, da Patti Smith a Di Vaio, da Togliatti a Savoldi, da Pirandello a Signori, da Ondina Valla a Vasco Rossi, da Schiavio agli U2, da Coppi agli All Blacks… In questo stadio si è fatta la Storia o forse la Storia ha fatto noi. Novant’anni pieni di vita, eroi, emozioni, ferite e leggende in un docufilm originale e divertente, ricco di aneddoti, curiosità, spettacolari immagini inedite da conservare e momenti indimenticabili.

Ognuno dei personaggi di fantasia, incarnati da attori del calibro di Stefano Bicocchi, Bob Messini, Angela Baraldi e da noti addetti ai lavori come Giancarlo Marocchi, Cristina Chinaglia, Gianfranco Civolani, Bruno Pizzul o Adam Masina – che hanno accettato il gioco della recitazione – rappresenta, con un pizzico di ironia, un tipo di pubblico e un modo diverso di vivere lo stadio.

E’ un film particolarmente adatto ai ragazzi perché, attraverso lo sport e una narrazione molto leggera, racconta fondamentalmente due cose: l’evoluzione nel corso degli anni e dei decenni del fenomeno sociale e di costume del gioco del calcio e il ruolo dello stadio per gli italiani nelle varie fasi storiche dell’ultimo secolo. Inoltre racconta la storia di Bologna, ma anche d’Italia, attraverso i fatti sportivi e non, accaduti dentro uno stadio, nato, ispirandosi al Colosseo, sopra una necropoli etrusca, lungo il cammino dei pellegrini da San Luca al cimitero, proprio nel punto dove fu fucilato il martire del risorgimento Ugo Bassi. Un racconto che parte dalla concezione culturale, artistica, architettonica e propagandistica che il regime di Mussolini aveva dello sport e dei suoi luoghi e arriva all’uso che si faceva di questi spazi durante la guerra, passando per il boom economico degli anni ’50 e ’60 , sfiorando gli anni di piombo ’70 e ’80 per arrivare ai nostri giorni.

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